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Tratto da : Semi di Saggezza
Raccolta di 120 lettere scritte da Osho all’amata discepola, Ma Anandmayee, in un campo di meditazione sul Monte Abu, in Rajasthan, Osho annunció che Ma Anandmayee, era stata sua madre in una precedente incarnazione.
Lettera 34: Dobbiamo ridare all’uomo le sue radici.
FINO A IERI SERA, la vita scorreva in questa pianta. Le radici affondavano nel suolo, e c'era vita nelle sue foglie. Aveva un colore verde, e risplendeva. Ondeggiava dolcemente nel vento, e irradiava intomo a sé beatitudine. Le ero passato vicino molte volte, e sempre avevo sentito la melodia della sua vita. Ieri qualcuno l'ha sradicata. Le radici erano allo scoperto. E oggi quando mi sono avvicinato, ho visto che aveva smesso di respirare. Questo accade quando le radici vengono divelte dal suolo. Tutto dipende dalle radici. Non si vedono, ma esse detengono tutto il segreto della vita. Le piante hanno radici; anche l'uomo le ha. Le piante hanno un terreno; anche l'uomo ne ha uno. Quando si strappano le radici dal terreno, le piante inaridiscono; lo stesso accade all'uomo.
Leggevo un libro di Albert Camus. La prima frase recita: "II suicidio è l'unico problema di rilievo per la filosofìa." Come mai? Perché al giorno d'oggi l'uomo non trova più alcun significato nella vita. Tutto è diventato insignificante e fùtile. Ecco cosa è accaduto: le nostre radici sono state divelte. Abbiamo perso il legame con la sorgente della vita; senza, la nostra vita si riduce a una storia priva di senso. Dobbiamo ridare all'uomo le sue radici. Dobbiamo ridargli il suo terreno. Quelle radici sono l'anima, quel terreno è la religiosità. Se riusciremo a farlo, di nuovo potranno spuntare dei fiori in seno all'umanità.
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